Cima Bocche: Il massacro della Brigata Tevere

La conquista del caposaldo di Cima Bocche avrebbe consentito alle truppe italiane lo sfondamento della linea difensiva austriaca, spalancando le porte verso le Valli di Fiemme e di Fassa.

Per questo, fin dalle prime settimane di guerra, si svolsero azioni esplorative. Fu nell’estate seguente, tuttavia che le truppe italiane tentarono a più riprese di impadronirsi del caposaldo di Cima Bocche, risalendo dal versante sud-est sotto il costante fuoco delle mitragliatrici austriache.

In particolare, gli uomini della Brigata Tevere, mandati ripetutamente all’assalto, pagarono un doloroso tributo di sangue.

Nell’autunno le truppe italiane riuscirono, seppure temporaneamente, ad impossessarsi del cosiddetto “Osservatorio”, spingendosi fin quasi sotto Cima Bocche. L’arrivo del maltempo e di improvvise tormente di neve convinsero i comandi italiani a ritirarsi su posizioni meglio difendibili.

ITINERARIO

Da forcella Juribrutto si segue sulla sinistra il ripido sentiero (628) che in circa un’ora conduce ad una sella rocciosa. Si prosegue, sulla destra, lungo la cresta, su terreno più agevole: tutt’intorno resti di filo spinato, baracche, trincee, camminamenti e postazioni  che la fantasia dei contendenti avevano trasformato in toponimi dai nomi suggestivi: Montucolo Nero (Finsterberg), Osservatorio (Ausguck), la Trincea a “ferro di cavallo”.

Si costeggia una caverna ricovero e si giunge, infine, in vista della vetta, segnata da una croce in legno.

Anche questo itinerario non è difficile ma si svolge in quota e non offre rifugi intermedi di appoggio. In prossimità della cima, si trova il Bivacco Jellici, utile in caso di maltempo.

© Marco Barbieri - www.webmapp.it  Dati cartografici e condizioni d’uso

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Truppe austriache di guardia sulla cresta di Bocche Postazione austriaca a Cima Bocche