Valle d’Ombretta: Il comando della Val Cordevole

Da Malga Ciapéla, ripidi sentieri e mulattiere mettevano in collegamento le retrovie italiane con le postazioni avanzate del fronte di guerra della Marmolada localizzate a Passo Padon, sulla Mesolina, a Cresta Serauta e a Passo Ombretta.

ITINERARIO

Da Malga Ciapéla ci si dirige su una strada secondaria, verso il  camping omonimo fino a raggiungere, dopo circa un chilometro, un ponte chiuso da una sbarra. Lasciata la macchina si oltrepassa il ponte e ci si avvia a piedi lungo la strada militare che sale sulla sinistra.

Il sentiero presenta  inizialmente una certa pendenza che diventa, successivamente, più regolare, dovendo consentire il transito ed il trasporto di armamenti pesanti e munizioni anche a quote elevate.

Seguendo larghi tornanti si  perviene ad un bivio; si imbocca la larga mulattiera sulla destra che conduce all’imbocco della Val Ombretta ai piedi della parete sud della Marmolada.  

Qui la mulattiera termina e si continua su un sentiero ben visibile fino a raggiungere le casere della Malga Ombretta (1904 m): da qui doveva partire l’assalto con il pallone aerostatico alle postazioni austriache della forcella V.

SI prosegue sul sentiero che si alza lievemente in costa per giungere in circa 40 minuti al Rifugio Onorio Falier all' Ombretta.

Costruito nel 1911, il Rifugio Ombretta (ora Onorio Falier all'Ombretta) durante la prima guerra mondiale fu adibito a comando militare della  206ª Compagnia "Val Cordevole" e come base logistica per il supporto delle postazioni di passo Ombretta e Ombrettola. Colpito dall' artiglieria austriaca che lo rase al suolo il Rifugio poté essere ricostruito grazie al contributo della famiglia Falier.

Proseguendo lungo il sentiero n. 610 verso il Passo d’Ombretta, nei pressi del rifugio, si raggiungono resti di baracche e gallerie scavate nella roccia.   

Il Rifugio Ombretta prima della sua distruzione

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Resti del rifugio Ombretta dopo il bombardamento del 27 aprile 1917