Prati di Padon: La “collinetta della morte”

Dopo la conquista di Passo Padon e delle postazioni sulla Mesolina le truppe italiane tentarono ripetutamente di espugnare le postazioni austriache della Mesola e di Porta Vescovo.

Dopo inutili tentativi di attacco sulla cresta della Mesola, la direttrice di attacco italiana si spostò più in basso, lungo i ripidi pendii erbosi rivolti verso il Fedaia.

I reticolati e le mitragliatrici austriache arroccate sulle creste riuscirono facilmente a vanificare gli sforzi dei reparti italiani costretti ad attaccare in salita e bloccati sui prati del Padon.

Uno dei rilievi erbosi, localizzato a quota 2340, per le gravi perdite costate alle truppe italiane, assunse il sinistro soprannome di “Collinetta della morte”.

ITINERARIO

Da Ciamp de lo Stanzon si abbandona sulla sinistra la pista da sci e si prosegue lungo i pendii erbosi  per tracce di sentiero poco marcate.

Quando la pendenza diventa meno marcata, in corrispondenza di un ampio pianoro costellato di grossi massi basaltici, si iniziano ad intravedere tracce di trincee con resti evidenti di reticolati.

Ben presto si giunge in vista di quota  2340, un dosso poco marcato, che rappresentava la postazione avanzata italiana.

Nelle sue pendici sono ancora ben visibili le gallerie che fungevano da ricovero per le truppe italiane (utile torcia elettrica).

La posizione avanzata della Collinetta della Morte

© Marco Barbieri - www.webmapp.it  Dati cartografici e condizioni d’uso

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Schizzo a vista della quota 2340, la "collinetta della morte"