Marmolada: La “Città di Ghiaccio”

Nel 1916 i genieri austriaci realizzarono nelle viscere del ghiacciaio della Marmolada un complesso di gallerie, dormitori e depositi per collegare le diverse postazioni in quota bersagliate dall costante tiro delle truppe italiane arroccate sulla Cresta di Serauta.

 Tanto per sgombrare la mente dagli equivoci, il continuo movimento del ghiacciaio e la riduzione del suo spessore hanno cancellato ogni traccia dei ~ 10 km di gallerie scavate dagli  Austriaci nelle viscere del ghiacciaio, denominata Eisstadt  (“Città di Ghiaccio”).

Tale fenomeno ha consentito di riportare alla luce alcune baracche e, nell’agosto 2009,  i resti di un soldato italiano nella zona circostante la stazione del Serauta.

ITINERARIO

Il ghiacciaio della Marmolada risulta separato in tre fronti dalle imponenti creste rocciose del Sass delle Undici e Sass delle Dodici  che lo dividono in tre fronti: orientale (Serauta), centrale, e occidentale (Pian dei Fiacconi).

La salita a Pian dei Fiacconi (m. 2626), effettuata a piedi o in bidonvia, permette, ancora oggi, di rendersi ben conto dell’estensione delle opere militari sul ghiacciaio della Marmolada. Già durante la salita si possono avvistare sulla parete del Sass delle Dodici, resti di caverne, avamposti e camminamenti;  la base del Sass delle Dodici può essere raggiunta facilmente in ~ 30 minuti: fra le rocce e i detriti morenici, resti di  baracche e filo spinato.

Rimontando da pian dei Fiacconi la cresta del Sass delle Dodici (tracce di sentiero e nevaio: cautela!), si arriva in vista del Sasso delle Undici.  Alla base delle rocce terminavano le gallerie della Città di Ghiaccio: ben visibili con un binocolo i resti delle postazioni.  

Campo militare austriaco sulla Marmolada La "Città di ghiaccio" in una carta miltare austriaca

Informativa estesa sull’uso dei Cookie     /   Privacy

Lanciabombe in una caverna della Città di Ghiaccio