L’esercito austro-ungarico

I Landesschützen, analogamente agli alpini, rappresentavano un corpo scelto, reclutato su base territoriale, e particolarmente specializzato nella guerra in montagna; dal 1917, in considerazione del valore dimostrato, l’Imperatore Carlo, successore di Francesco Giuseppe, ne cambiò la denominazione in  Kaiserschützen.

I Kaiserjäger erano truppe di fanteria, costituite da battaglioni reclutati  nelle regioni del Tirolo e del Voralberg. Pur non essendo truppe da montagna, vennero impiegati al pari dei Landeschützen nella difesa delle postazioni di alta quota.  

Gli Standschützen erano una milizia territoriale, formata da volontari appartenenti alle numerose società di tiro presenti in ogni paese. Nei primi mesi di guerra, le compagnie di Standschützen, formate in gran parte  da giovanissimi e da anziani mal equipaggiati e male armati, rappresentarono l’unica difesa della linea di confine.  

L’Esercito Imperiale (K.u.k. Kaiserlich und königlich) rispecchiava nella sua organizzazione le numerose etnie ed i differenti gruppi linguistici che costituivano l’Impero Austro-Ungarico.

Le truppe austro-ungariche deputate alla difesa del Tirolo erano state suddivise in dieci sezioni (Rayon). La difesa del  fronte della Valle di Fassa fu affidata al IV Rayon costituito dalla 179ª brigata Landsturm, formata da tre battaglioni di fanteria rinforzati da altri tre di Standschützen. A rinforzare il settore, giunse anche un contingente ben equipaggiato ed armato del Deutsche Alpenkorps, che contribuì in maniera determinante nei primi mesi di guerra alla difesa del settore.

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