L’esercito italiano

Le truppe italiane impiegate sul fronte della Valle di Fassa appartenevano al 9° Corpo d’Armata che dipendeva dalla IV Armata, comandata dal generale Luigi Nava, destituito dopo i primi mesi di guerra e sostituito dal generale Mario Nicolis di Robilant.

Il 9° Corpo d’Armata era costituito da  Brigate di Fanteria (Alpi, Calabria, Torino, Reggio), da alcuni Battaglioni Alpini (Val Cordevole, Belluno), da un Reggimento Bersaglieri e da uno di Artiglieria da Campagna. Vi erano ,poi, alcune Compagnie del Genio e dei Servizi, oltre un distaccamento della Guardia di Finanza.

Gli Alpini rappresentavano un corpo specializzato istituito nel 1872 allo scopo di difendere i principali valichi alpini. Le truppe alpine, reclutate su base territoriale erano specificamente addestrate ed equipaggiate per operazioni in ambiente montuoso. Nel 1902 furono istituite anche le prime unità di alpini sciatori.

I Bersaglieri erano anch’essi un corpo scelto, specializzato nella guerra di movimento, anche in terreno impervio,  con un particolare addestramento al tiro.

La Fanteria rappresentava il grosso dell’esercito italiano. Costituita da richiamati, nella maggior parte senza alcuna esperienza di montagna, priva di adeguato equipaggiamento, fu sacrificata in inutili assalti frontali contro le postazioni  austriache.

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