Corpo di guardia schierato davanti all'ingresso di Forte Dossaccio Le false cupole in cemento armato con  i tronchi di legno al posto dei cannoni

Il Forte Dossaccio (Werk Dossaccio), collocato topograficamente in Valle di Fiemme, costituiva il perno del sistema difensivo tra la Val di Travignolo (difesa da Forte Buso) e la Valle di San Pellegrino (difesa dal Forte di Someda).

L’edificio, a pianta pentagonale, su due piani, fu realizzato tra il 1890 e il 1895. La sua struttura, costituita da conci di porfido e calcestruzzo,  fu edificata su un’ampia base prativa ottenuta spianando la sommità dello sperone roccioso del monte Dossaccio, da dove era facilmente controllabile la strada che da Passo Rolle scendeva verso Predazzo.

Il Forte era protetto frontalmente da un cofano di calcestruzzo munito di mitragliatrici e da un fossato frontale, oltre che da reticolati e campi minati. L’armamento era composto da quattro obici da 100 mm collocati in cupole blindate, da quattro cannoni da 120 M-80 e da dodici mitragliatrici M-93 calibro 8 mm.

La guarnigione era composta da 7 ufficiali e 253 soldati ed era autonoma per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico fornito da un bacino di raccolta per l’acqua piovana e da una condotta che prelevava l’acqua di scolo dei nevai. La fornitura di energia elettrica per l’illuminazione elettrica interna e per i riflettori era garantita da un generatore a benzina.

Con il passare degli anni tutto il complesso fortificato venne giudicato obsoleto e  nel 1915 fu declassato  a scheinbau (falso bersaglio): le cupole blindate furono smontate e sostituite da finte cupole in calcestruzzo da cui spuntavano tronchi d’albero a simulare le canne degli obici.

ITINERARIO

Dal centro di Predazzo si risale la strada del passo Rolle fino a raggiungere il Centro Visitatori del Parco di Paneveggio (ampio parcheggio). Si discende per breve tratto la strada in direzione di Predazzo fino ad imboccare sulla destra la strada forestale che conduce in circa h 1.40 di lieve, ma continua salita, alla fortificazione. Lungo il tratto terminale del tracciato si aprono caverne e gallerie artificiali che servirono, verosimilmente, come ricovero per gli obici del Forte dopo la loro rimozione dal forte nel 1916.

L’accesso al forte è sbarrato da un cancello e cartelli segnalano il divieto d’ingresso.  Dalle finestre si possono intravedere le volte in calcestruzzo; usando buon senso e cautela, è possibile accedere dalle finestre e visitare i locali all’interno, le cannoniere ed il tetto con le false cupole in cemento.

Nell'estate 2011 sono stati deliberati  i lavori per il recupero e la conservazione della struttura. La ristrutturazione si è conclusa nei primi mesi del 2014 ed include spazi espositivi museali di reperti della Grande Guerra, il recupero dei percorsi interni e la realizzazione di mostre temporanee a tema; la funzionalità del forte sarà completata da spazi di servizio, da un ingresso biglietteria, da un book-shop e da un piccolo punto di ristoro.

Il Forte è attualmente chiuso in attesa di definire i dettagli relativi alla sua gestione.

Forte Dossaccio ieri e oggi

© Marco Barbieri - www.webmapp.it  Dati cartografici e condizioni d’uso

Paneveggio:

Forte Dossaccio

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