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Signore delle cime…

Quel contadino

si affida alla medaglia

di Sant’Antonio

e va leggero

Ma ben sola e ben nuda

senza miraggio

porto la mia anima.

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Giuseppe Ungaretti

Mariano il 29 giugno 1916

Mai, quanto nelle trincee, nell’imminenza dell’assalto, l’uomo va alla ricerca di Dio. Per questo motivo, in tutti gli eserciti, i Cappellani militari hanno sempre rivestito un ruolo centrale nell’assistenza alle truppe in prima linea ed ai feriti.

Nell’esercito imperiale austriaco, costituito da diverse etnie, l’assistenza religiosa era garantita non solo per il culto cristiano (cattolico, luterano, evangelico od ortodosso), ma anche per quello ebraico e musulmano.

Vale la pena ricordare Padre Martin Matschick, Cappellano del 1° Battaglione del 3° Reggimento Kaiserschützen, che prestò la sua assistenza alle truppe austro-ungariche dislocate sulla Marmolada. La sua dedizione fu tale  da spingersi in più riprese in vetta alla Marmolada, per celebrere la S. Messa  per il piccolo distaccamento di sei uomini di Punta Penia.

Per parte italiana, il Capitano Andreoletti ricorda Don Costanzo Bonelli da Vallada, cappellano del battaglione Val Cordevole, perito sotto una valanga caduta su Fuciade “...tipica e simpatica figura del prete di montagna, vivamente compianto dagli alpini, ai quali sapeva parlare il linguaggio di un cuore semplice, buono, ricco d’umanità”.

Don Bonelli fu sostituito da tal  che si rifiutò di celebrare una messa di suffragio per Cesare Battisti, in quanto sosteneva che, come traditore della sua patria, aveva avuto la pena che si meritava. Per tale motivo fu allontanato dallo stesso Andreoletti, che, dopo parecchio tempo venne a  conoscenza della sua morte causata dal calcio di un mulo.