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…andare in montagna

Qualsiasi escursione in ambiente montano deve essere attentamente pianificata ed affrontata con prudenza e consapevolezza dei propri limiti.  

Poiché gli itinerari descritti si svolgono in gran parte in quota, è necessario un abbigliamento adeguato che tenga conto della possibilità di cambiamenti repentini delle condizioni meteorologiche.

In montagna, infatti, anche nelle giornate di bel tempo, dopo una mattinata con cielo sereno, si assiste alla formazione di nubi cumuliformi legate al riscaldamento dell’aria nel fondovalle; queste formazioni nuvolose possono trasformarsi, in condizioni particolari ma non infrequenti, in celle temporalesche. 

Per questo motivo, occorre pianificare le escursioni valutando preventivamente e attentamente i bollettini meteorologici.

In ogni caso è buona norma iniziare ogni escursione nelle prime ore del mattino cercando di concluderla nelle prime ore del pomeriggio.

Altrettanta cura deve essere riservata all’abbigliamento che deve essere “a strati” e prevedere sempre anche indumenti caldi (la temperatura può calare bruscamente ed imprevedibilmente).

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Non deve mai mancare una giacca a vento e, soprattutto, occorre indossare pedule o scarponi: le scarpe da ginnastica non sono adatte all’escursionismo in montagna in quanto non garantiscono adeguata aderenza.

Lo zaino per un escursione giornaliera non deve essere enorme (max 30 litri), comodo, con buoni spallacci e deve contenere alimenti energetici ed una borraccia da almeno un litro per reintegrare le perdite di liquidi causate dalla traspirazione.

L’equipaggiamento dovrebbe, inoltre, prevedere:

  • coltello milleusi;
  • kit di pronto soccorso;
  • carta topografica;
  • fischietto per segnalazioni: utile in caso di pericolo permette di effettuare segnalazioni a  maggiore distanza e con minor dispendio di energie;
  • telefono cellulare, anche se in montagna la copertura telefonica non è sempre garantita;
  • lampada frontale o torcia elettrica;
  • attrezzatura fotografica con flash;
  • binocolo, per apprezzare postazioni in quota;
  • qualora si affrontino percorsi “esposti” con bambini possono essere utili ~ 10 metri di corda da roccia (ø 13 mm).

VIE ATTREZZATE

Le vie attrezzate e le vie ferrate sono percorsi alpinistici attrezzati con cavi, staffe ed altri ancoraggi fissi (es. scalette o passerelle in legno) allo scopo di  permettere l’assicurazione dell’escursionista e consentirgli la progressione  lungo itinerari che, altrimenti, gli sarebbero preclusi.

Prevedendo tratti esposti, richiedono assenza di vertigini e conoscenza delle tecniche di arrampicata ed autoassicurazione.

L'escursionista che si accinge a percorrerle deve essere necessariamente dotato di attrezzatura specifica (casco, imbragatura, kit da ferrata omologato con dissipatore, guanti).

Le Guide Alpine della Val di Fassa organizzano settimanalmente ascensioni collettive sulle vie attrezzate, consentendo di affrontarle in completa sicurezza.

SUI SENTIERI DELLA GRANDE GUERRA

Le vecchie postazioni e i sentieri militari possono trovarsi in cattive condizioni: per tale motivo bisogna sempre muoversi con prudenza, ponendo particolare attenzione nell'affrontare tratti esposti o nell’introdursi all’interno di caverne o di vecchi edifici militari che possono presentare aperture improvvise o tratti franati non protetti.

Ricordarsi sempre che un itinerario percorso in salita deve sempre essere affrontato anche in discesa e che le difficoltà possono aumentare in maniera significativa ed imprevedibile.

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Particolare attenzione deve essere posta nel caso di ritrovamento di residuati bellici che, seppure di foggia inoffensiva e a distanza di un secolo, possono essere estremamente pericolosi. In caso di ritrovamento sarà necessario effettuare immediata segnalazione alle Forze dell’Ordine che provvederanno alla messa in sicurezza e al loro recupero.