ÖNB Bildarchiv und Grafiksammlung (POR)
WK1/ALB009/02484

Paneveggio

Forte Dossaccio

Il Forte Dossaccio (Werk Dossaccio), collocato topograficamente in Valle di Fiemme, costituiva il perno del sistema difensivo Austro-Ungarico tra la Val di Travignolo (difesa da Forte Buso) e la Valle di San Pellegrino (difesa dal Forte di Someda).

L’edificio, a pianta pentagonale, su due piani, fu realizzato tra il 1890 e il 1895. La sua struttura, costituita da conci di porfido e calcestruzzo,  fu edificata su un’ampia base prativa ottenuta spianando la sommità dello sperone roccioso del monte Dossaccio, da dove era facilmente controllabile la strada che da Passo Rolle scendeva verso Predazzo.

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Il Forte era protetto frontalmente da un cofano di calcestruzzo munito di mitragliatrici e da un fossato frontale, oltre che da reticolati e campi minati. L’armamento era composto da quattro obici da 10 cm collocati in cupole blindate, da quattro cannoni da 12 cm M-80 e da dodici mitragliatrici M-93 calibro 8 mm.

La guarnigione era composta da 7 ufficiali e 253 soldati ed era autonoma per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico fornito da un bacino di raccolta per l’acqua piovana e da una condotta che prelevava l’acqua di scolo dei nevai. La fornitura di energia elettrica per l’illuminazione elettrica interna e per i riflettori era garantita da un generatore a benzina.

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Con il passare degli anni tutto il complesso fortificato venne giudicato obsoleto e  nel 1915 fu declassato  a scheinbau (falso bersaglio): le cupole blindate furono smontate e sostituite da finte cupole in calcestruzzo da cui spuntavano tronchi d’albero a simulare le canne degli obici.

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ITINERARIO

Dal centro di Predazzo si risale la strada del passo Rolle fino a raggiungere il Centro Visitatori del Parco di Paneveggio (ampio parcheggio). 

Si discende per breve tratto la strada in direzione di Predazzo fino ad imboccare sulla destra la strada forestale che conduce in circa h 1.40 di lieve, ma continua salita, alla fortificazione. 

Lungo il tratto terminale del tracciato si aprono caverne e gallerie artificiali che servivano, verosimilmente, come ricovero per munizioni ed approvvigionamenti per gli obici del Forte dopo la loro rimozione dal forte nel 1916.

Un cippo contrassegnato dalla sigla BVR - Bau Verbots Rayon - identifica l’area come appartenente al Demanio Militare Austro-Ungarico e, pertanto, zona militare soggetta a divieto di costruzione.

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Nei primi mesi del 2014 si sono conclusi  i lavori per il recupero e la conservazione della struttura. Il restauro prevede la realizzazione di spazi espositivi museali di reperti della Grande Guerra e il recupero dei percorsi interni; la funzionalità del forte sarà completata da spazi di servizio, da un ingresso biglietteria, da un book-shop e da un piccolo punto di ristoro. Sono stati parzialmente ricostruiti in parte i pavimenti lignei rimossi dai recuperanti dopo la guerra. 

È in corso di realizzazione un percorso di vista interno ed esterno, che permetta al visitatore di conoscere la storia del forte e la vita al suo interno. 

Al momento, il Forte è visitabile solo esternamente.

A

ÖNB Bildarchiv und Grafiksammlung (POR)
WK1/ALB009/02496

Sul tetto del Forte furono posizionate  false cupole in cemento con tronchi d’albero al posto dei cannoni

ÖNB Bildarchiv und Grafiksammlung (POR)
WK1/ALB006/01518

Sentinella davanti alla cupola di un obice da 10 cm rimossa dal tetto del Forte

 Caverna ricovero  lungo il sentiero di accesso

 Cippo contrassegnato dalla sigla BVR - Bau Verbots Rayon

 Terrapieno davanti al Forte

 Vista esterna del Forte

 Vista esterna: particolare

 Vista interna: le volte a botte offrivano particolare solidità alla struttura

 Scala di accesso ad una feritoia

 Cannoniera

 Il tetto con le finte cupole in calcestruzzo

 Il fossato anteriore

 Feritoia di postazione di fucileria

 Postazione del riflettore