Ufficiali del 59° fanteria alle pendici del Castellazo (Coll. M. Balbi)

Passo Rolle

Castellaz

Le truppe italiane della IV Armata presero possesso dello strategico Passo Rolle alla fine del 1915. 

La cima piatta e trapezoidale del Castellaz che dominava il Passo a nord, venne occupata con un rapido colpo di mano il 22 ottobre 1915 e ben presto trasformata in un forte caposaldo, organizzato con ricoveri, caverne e postazioni d’artiglieria puntate sulle postazioni nemiche di Colbricon, Paneveggio e Cima Bocche. 

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ITINERARIO

Trincee coperte, resti di baraccamenti e rifugi sono ancora oggi molto evidenti sull'altopiano roccioso che costituisce la cima del Castellaz (m 2333). 

A queste memorie si lega la bianca scultura marmorea del Cristo Pensante, coronata dal filo spinato proveniente da queste trincee. La statua è stata posta al termine di un itinerario denominato dal suo ideatore Pino Dellasega “Trekking del Cristo pensante”, con lo scopo di indurre un cammino consapevole per un avvicinamento ai grandi valori che ogni giorno la natura ci trasmette e che per motivi vari non si riescono più ad afferrare.

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Dal Passo Rolle, mediante il bus-navetta, oppure, attraverso la strada bianca, si raggiunge la Baita Segantini, oltrepassando il Rifugio Capanna Cervino. 

Da qui si imbocca il sentiero con la segnaletica “Castellazzo - trekking del Cristo pensante” che in comodo tragitto pianeggiante con vista sulle Pale di San Martino, la Val Venegia e la Marmolada, conduce alla base del Castellaz. 

Si segue il sentiero a destra, fiancheggiando resti di baraccamenti per l’alloggio di truppa  fino ad imboccare la ripida mulattiera di guerra italiana che costeggia alcune caverne e  nicchie (“Stoli” in dialetto locale) scavate nella roccia con lo scopo di ospitare uomini, munizioni e rifornimenti al riparo dei colpi dell’artiglieria avversaria.

Si raggiunge quindi, una selletta con una galleria comunicante a “U” che dava ricovero ad artiglierie di medio e grosso calibro. 

Imboccando un camminamento si raggiunge la statua del Cristo Pensante passando accanto a ruderi di una baracca probabilmente utilizzata come centralina di tiro. Un camminamento secondario conduce, sulla sinistra, alla cima del Castellaz dove è posta una semplice croce di legno.

Verso il pianoro occidentale, si possono scorgere numerosi resti di trincee e postazioni in caverna che davano ricovero a piccoli pezzi di artiglieria, mitragliatrici e, probabilmente, a un riflettore.

Reticolati sotto il Castellazzo (MGR 111/34)

Reticolati alle pendici del Castellaz

 Il Monte Castellaz (m 2333)

 Basamenti di baraccamenti lungo il percorso

 La mulattiera costeggia alcune caverne

 Gli “stoli” davano ricovero a uomini, munizioni e rifornimenti

 Ingresso alla galleria a “U”

 La galleria conduce alle postazioni di artiglieria

 Postazioni di artiglieria

 Ruderi di baracca utilizzata come centralina di tiro

 Camminamento

 Baraccamenti in prossimità della cima

 La croce di vetta

 La statua del Cristo Pensante

 Resti di baraccamenti sull’anticima

 Verso il pianoro occidentale si scorgono altre opere militari

 Postazioni in caverna

 Postazione blindata